domenica 19 luglio - ore 21.00
Un'altra serata speciale per il format "Una voce fuori dal coro" al Battiferro con una delle storie più incredibili, assurde, irresistibili e longeve della cultura pop: “Paul is dead”, la leggenda secondo cui Paul McCartney sarebbe “morto” nel 1966 e sostituito da un sosia.
Nel 2026 ricorrono sessant’anni dalla presunta data al centro del mito: il 1966, l’anno in cui i Beatles smettono progressivamente di essere soltanto una band da palcoscenico e diventano laboratorio sonoro, immaginario collettivo, enigma mondiale. Da lì, secondo i cacciatori di indizi, comincerebbe una scia di segnali nascosti tra copertine, testi, dischi ascoltati al contrario, passi pedonali, fiori, targhe, simboli e mezze frasi.
Una serata a ingresso gratuito per raccontare i Beatles, la Beatlemania, il potere delle immagini, il fascino delle teorie del complotto e quella domanda che da decenni continua a far sorridere, discutere e cercare indizi: ma Paul era davvero Paul?
Il Battiferro sarà aperto dalle ore 20.00, con possibilità di cenare sul posto con tigelle, piadine, crescente, friggione presso il bar del Battiferro.
Modalità di ingresso: INGRESSO GRATUITO - posti limitati, prenotazione consigliata, posti non assegnati
Dove: via della Beverara 123/a - via del Navile 29/5a, Bologna
Con ampio parcheggio gratuito
PRENOTA ORA
INFO E PRENOTAZIONI: tel. 329 3659446 - associazione.vitruvio@gmail.com
domenica 19 luglio - ore 21.00
BEATLES: 60 anni dalla “morte” di McCartney
per la rassegna “Una voce fuori dal coro”
Racconti, ascolti, immagini, indizi e leggende pop

Il Battiferro sarà aperto dalle ore 20.00, con possibilità di cenare sul posto con tigelle, piadine, crescente, friggione presso il bar del Battiferro.
Modalità di ingresso: INGRESSO GRATUITO - posti limitati, prenotazione consigliata, posti non assegnati
Dove: via della Beverara 123/a - via del Navile 29/5a, Bologna
Con ampio parcheggio gratuito
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INFO E PRENOTAZIONI: tel. 329 3659446 - associazione.vitruvio@gmail.com
Nel 2026 ricorrono sessant’anni dalla presunta “morte” di Paul McCartney. Presunta, naturalmente: perché Paul McCartney è vivo, vegeto e la storia del suo decesso nel 1966 è una delle più celebri leggende metropolitane della musica contemporanea. Ma proprio per questo vale la pena raccontarla: non come verità nascosta, ma come straordinario fenomeno pop, mediatico e collettivo.
La leggenda è nota come “Paul is dead”. Secondo la teoria, McCartney sarebbe morto in un incidente stradale nel 1966 e i Beatles, per evitare il crollo emotivo dei fan e il disastro della band, lo avrebbero sostituito con un sosia. Da quel momento, sempre secondo i sostenitori del mito, John, George e Ringo avrebbero disseminato indizi nei dischi, nelle copertine, nei testi e perfino nei messaggi ascoltati al contrario.
Il risultato? Una caccia al tesoro planetaria.
Una delle più grandi, divertenti e inquietanti partite a indizi della storia del rock: il passo scalzo di Paul sulla copertina di Abbey Road, la targa “28IF”, la sigaretta nella mano destra, i fiori, le divise di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, le frasi ambigue, le canzoni ascoltate al contrario, “I buried Paul”, “cranberry sauce”, “turn me on, dead man”. Ogni dettaglio diventa prova, ogni coincidenza diventa rivelazione, ogni copertina diventa scena del crimine.

Ma questa serata non sarà una lezione sul complottismo: sarà un viaggio nel modo in cui una band può diventare mito, una copertina può diventare rebus, una canzone può trasformarsi in messaggio segreto e il pubblico può partecipare alla costruzione di una leggenda.
I Beatles, più di chiunque altro, hanno attraversato gli anni Sessanta cambiando continuamente forma: dai ragazzi in giacca e cravatta della Beatlemania ai visionari psichedelici di Revolver e Sgt. Pepper, fino alla maturità frammentata, luminosa e inquieta degli ultimi album. Proprio in quella trasformazione, così rapida e teatrale, il mito di “Paul is dead” ha trovato il suo terreno perfetto.
Perché quando un artista cambia volto, suono, stile e immaginario, qualcuno prima o poi si chiede: è ancora la stessa persona?

Durante la serata, tra racconti, ascolti, immagini e curiosità, entreremo dentro uno dei più famosi misteri pop di sempre. Riascolteremo i Beatles non solo come gruppo musicale, ma come macchina narrativa: quattro ragazzi di Liverpool diventati specchio di un’epoca, oggetto di culto, laboratorio di simboli e detonatore di fantasie collettive.
Parleremo della Beatlemania, del 1966 come anno di svolta, della fine dei grandi tour, dell’inizio della stagione più sperimentale, del rapporto tra musica e immagine, tra fan e media, tra indizio e suggestione. E naturalmente rideremo anche un po’, perché certe leggende fanno paura proprio mentre fanno sorridere.
Paul era morto? No. Ma il mito era vivissimo.

L’ingresso è gratuito. Gli indizi, invece, sono ovunque.
Una voce fuori dal coro
La rassegna che racconta musica, cinema, costume e memoria pop attraverso storie, video, ascolti e curiosità. Serate leggere ma mai superficiali, pensate per chi ama riconoscere una canzone, scoprire un dettaglio in più e uscire con la voglia di riascoltare tutto da capo.
Appuntamento domenica 19 luglio alle ore 21.00 al Battiferro.
Beatles, indizi, copertine, misteri, risate e una domanda che non muore mai: Paul is dead?
