lunedì 20 luglio - ore 21.00
Lunedì 20 luglio 2026, nel giorno esatto dell’anniversario della morte di Guglielmo Marconi, il Battiferro dedica una serata speciale allo spettacolo “Il colpo di fucile che centrò il futuro”.
Marconi morì a Roma il 20 luglio 1937: ottantanove anni dopo, nel 2026, quella data torna a risuonare a Bologna con un racconto teatrale che unisce memoria cittadina, invenzione, ironia e divulgazione. Non una conferenza, non una visita museale, ma uno spettacolo vivo, brillante e popolare, capace di trasformare una grande storia scientifica in teatro.
Al centro c’è il celebre esperimento del 1895, quando un colpo di fucile annunciò il successo della trasmissione senza fili oltre la collina dei Celestini. Un segnale partito da Bologna e arrivato lontanissimo: fino alla radio, alla televisione, ai cellulari, al mondo connesso in cui viviamo.
Il Battiferro sarà aperto dalle ore 20.00, con possibilità di cenare sul posto con tigelle, piadine, crescente, friggione presso il bar del Battiferro.
Modalità di ingresso: € 8,00 a persona - posti limitati, prenotazione consigliata, posti non assegnati
Dove: via della Beverara 123/a - via del Navile 29/5a, Bologna
Con ampio parcheggio gratuito
PRENOTA ORA
INFO E PRENOTAZIONI: tel. 329 3659446 - associazione.vitruvio@gmail.com
lunedì 20 luglio - ore 21.00
Il colpo di fucile che centrò il futuro
Nell’anniversario della morte di Guglielmo Marconi, uno spettacolo tra teatro, memoria bolognese e futuro senza fili

Il Battiferro sarà aperto dalle ore 20.00, con possibilità di cenare sul posto con tigelle, piadine, crescente, friggione presso il bar del Battiferro.
Modalità di ingresso: € 8,00 a persona - posti limitati, prenotazione consigliata, posti non assegnati
Dove: via della Beverara 123/a - via del Navile 29/5a, Bologna
Con ampio parcheggio gratuito
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INFO E PRENOTAZIONI: tel. 329 3659446 - associazione.vitruvio@gmail.com
Lo spettacolo “Il colpo di fucile che centrò il futuro”
Il 20 luglio 1937 moriva a Roma Guglielmo Marconi. Nel 2026, a ottantanove anni esatti da quel giorno, il Battiferro lo ricorda nel modo più vivo: con il teatro. “Il colpo di fucile che centrò il futuro” è uno spettacolo che racconta il genio di Marconi senza metterlo sotto una teca: lo porta in scena, lo fa respirare, lo intreccia alla voce di Bologna, alla memoria delle sue botteghe, alle sue invenzioni, alla sua ironia.
Quella di Marconi è una storia che parte da vicino e arriva lontanissimo. Parte da Pontecchio, da Villa Griffone, da una collina, da un esperimento. E arriva al mondo intero: alle comunicazioni senza fili, alla radio, ai segnali che attraversano lo spazio, alle tecnologie che oggi ci sembrano quotidiane ma che un tempo erano pura visione.

Al centro dello spettacolo c’è un episodio diventato leggenda: il celebre esperimento del 1895, quando il giovane Marconi riuscì a trasmettere un segnale oltre la collina dei Celestini. Dall’altra parte, per annunciare che il messaggio era arrivato, venne sparato un colpo di fucile. Un colpo secco, concreto, quasi contadino. Eppure, in quel rumore, c’era già il futuro.

Da quel colpo nasce il titolo, e da quel titolo nasce un racconto teatrale pieno di ritmo. Nel piccolo negozio di Stefano A. Corsi, dove si riparano radio e televisioni, arriva Onorina Pirazzoli, zdàura bolognese sempiternamente affezionata alle sue memorie e alle sue urgenze. Cerca una valvola introvabile per rimettere in funzione una vecchia radio, ma quella richiesta apparentemente semplice apre una serie di connessioni impreviste.
Tra battute, ricordi, oggetti, scintille di passato e cortocircuiti di futuro, lo spettacolo accompagna il pubblico dentro una Bologna fatta di persone, invenzioni e segnali. La grande storia scientifica non resta distante: entra in una bottega, passa da una radio, si appoggia a una voce, si mescola alla vita quotidiana.

“Il colpo di fucile che centrò il futuro” fonde teatro popolare, memoria cittadina e divulgazione scientifica con un tono leggero ma mai superficiale. È una storia bolognese che parla al mondo, perché Marconi non ha soltanto inventato una tecnologia: ha cambiato il modo in cui gli esseri umani potevano raggiungersi.
La data del 20 luglio rende questa replica particolarmente significativa. Non è solo una sera d’estate al Battiferro: è il giorno in cui ricordiamo la scomparsa di Marconi e, insieme, la forza ancora viva della sua intuizione. Nel 1937, alla sua morte, il mondo della radio gli rese omaggio con il silenzio. Nel 2026, al Battiferro, quel silenzio torna a farsi racconto, voce, teatro.
Personaggi e interpreti:
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Onorina Pirazzoli, la zdàura sempiternamente bolognese – Alida Toschi
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Stefano A. Corsi, commerciante e custode di memorie elettroniche – Nicola Fabbri
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Una storia bolognese che parla al mondo. Un anniversario da ricordare. Un colpo di fucile che continua a risuonare nel futuro.



