24 agosto - Speciale Festa di San Bartolomeo

giovedì 24 agosto

Per la festa di San Bartolomeo appuntamento doppio sul Navile con la visita guidata "Porci con le ali (l'industria del maiale a Bologna)" al Museo del Patrimonio Industriale (ore 20.00) e poi  al Battiferro (ore 21.00) per Alla Bona Porcellina!  spettacolo e anche concerto per la rassegna “Un etto di Bologna″, una serie di spettacoli ed eventi dedicati alla tradizione bolognese.

 

Il Battiferro sarà  aperto dalle ore 20.00 con possibilità di cenare sul posto (area bar e zona griglie fai-da-te)
ingresso libero, con consumazione minima richiesta ( € 5,00)

 Speciale San Bartolomeo: rivive l'antica festa della porchetta, tra grandi magnate e buona musica, antica.

 

ORE 20.00

PORCI CON LE ALI
L'INDUSTRIA DEL MAIALE A BOLOGNA
Visita guidata al Museo del Patrimonio Industriale, dopo la serata prosegue al Battiferro

 Risultati immagini per industria maiale bologna

L’ingresso al Museo è a pagamento (ridotto a 3 euro).
Per informazioni: telefono 051.6356611
Per la prenotazione (obbligatoria): tel 329.3659446 (Vitruvio)

Giovedì 24 Agosto 2017 alle ore 20:00, per il ciclo Un etto di Bologna, il Museo propone, in collaborazione con l'Associazione Vitruvio, una visita guidata dedicata alla produzione industriale a Bologna tra XVI e XVII secolo.

museo del patrimonio industriale a bologna - battiferroPrendendo spunto dalle cronache e dalle pagine di diario dei viaggiatori europei del passato, il percorso vuole ricostruire la storia dell'attività produttiva di Bologna tra XVI e XVII secolo, riscoprendo luoghi e tradizioni e soprattutto i prodotti che resero la città famosa in tutta Europa. Tra questi spiccano i filati e veli di seta ottenuti all'interno delle mura cittadine, che ne garantivano la segretezza delle lavorazioni, utilizzando il mulino da seta alla bolognese, una delle forme più alte di tecnologia adoperate in età moderna; attraverso il canale Navile e il Po, la produzione serica giungeva a Venezia in appena 40 ore e da lì commercializzata in Europa.
Segue al Battiferro lo spettacolo "Alla bona porcellina!" a cura dell'Associazione Vitruvio.

 Il Museo del Patrimonio Industriale documenta, visualizza e divulga la storia economico-produttiva della città e del suo territorio dall’Età Moderna a quella Contemporanea.
Ha come suggestiva sede una fornace da laterizi ristrutturata risalente alla seconda metà del secolo XIX e fa parte dell’Istituzione Bologna Musei del Comune di Bologna ed è il fulcro dell'area Patrimonio Industriale e Cultura Tecnica.

 

ORE 21.00

ALLA BONA PORCELLINA
conferenza-concerto-spettacolo al Battiferro

giovedi 24 agosto porcellina web1

“quella sera ogn'uno ha del porco, ogn'uno s'unge il muso, ogn'uno sguazza”

Alla bona Porcellina, Sù sù tutti a chi ne vole, Venga via senza parole, Che l’è cotta in la cucina, Alla bona Porcellina.” Inizia così un poemetto “pop” di Giulio Cesare Croce (1550-1609), “cantastorie” originario di San Giovanni in Persiceto, dedicato alla “festa della Porchetta” (o della Porcellina), una festa bolognese che si celebrava il 24 agosto, in occasione della ricorrenza di San Bartolomeo. E questa sera al Battiferro si mangia porchetta sulle note della musica medioevale in compagnia di Massimo Colombari che ci aiuterà a rivivere le atmosfere e gli incredibili eccessi di una della feste più popolari dell Bologna d'una tempo.

Musica Antica dal vivo con Marco Muzzati (percussioni) e Camilla Serpieri (violino).

 


Dopo lo spettacolo si parla di Bologna la grassa, la città del cibo.

 

La festa della porchetta

porchetta vecchia locandina


La festa della porchetta a Bologna, rituale di antiche origini ed evento spettacolare, per cinque secoli è stata un avvenimento prestigioso e di grande popolarità.  Il 24 agosto, giorno di San Bartolomeo, durante la giornata conclusiva della festa, Piazza Maggiore si trasformava in un enorme palcoscenico all’interno del quale si svolgevano corse con le carrozze, cacce, giochi funambolici o di equilibrismo, immaginifiche rappresentazioni teatrali (commedie o favole in musica), concepite dai migliori artisti del tempo; grandiosi allestimenti che vedevano coinvolti centinaia di elementi. Il momento culminate della festa era però rappresentato dalla Colta o Coglia, durante la quale, prima, dalla Ringhiera degli Anziani i nobili gettavano al popolo sottostante selvaggina, pane, ciambelle, confetti, monete d’argento e d’oro, fiumi di vino; poi, il Cuoco di Palazzo, tagliava a pezzi e lanciava sulla folla festante l’attesissima porcellina.

Memorabili imbandigioni

alla bona porcellina al battiferro di bologna


Banchetti pantagruelici, che duravano a volte intere giornate ed erano allietati da canti, danze, esecuzioni musicali, recite, giochi e altri spettacoli a sorpresa. L’arte del banchetto, raggiunse il suo apice nel Rinascimento e in epoca barocca, per il fasto dei conviti, per la raffinatezza e la varietà delle vivande. Uno sfarzo gastronomico oggi difficilmente immaginabile, dovuto soprattutto all’inesauribile vena dei maestri cuochi , continuamente impegnati a creare nuove specialità culinarie, grazie anche all’utilizzo di un folto gruppo di alimenti esotici introdotti dall’America in Europa. Fu principalmente a partire dal Seicento che i conviti si fecero ancor più sofisticati e sfarzosi, mentre la ricerca dell’allegoria o ogni costo dette libero sfogo all’immaginazione dei cuochi che si superarono nell’elaborazione di pietanze e dolciumi sempre più stravaganti e complicati.
Celebre, e di cui si parlerà, è il banchetto che, a Bologna, il I maggio 1673, fu offerto dal conte Giovanni Gaspare Grassi, in una delle sale d’onore del suo palazzo di Via di Mezzo di San Martino.